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venerdì 30 ottobre 2020

STEP #12-Uno spettrofotometro...da oscar!

E' già stato chiarito il legame tra spettrofotometria e spettroscopia, ma non tutti sanno che essa gioca un ruolo primario in attività più familiari di quanto si pensi, la spettroscopia è infatti utilizzata per l’analisi dei manufatti nel restauro di opere d'arte.

Scene di restauri compaiono spesso in film/serie tv, tra cui una in particolare è ricolma di fascino. Si tratta dell'episodio 3x01 della serie "The Crown", in cui un esperto d'arte espone un quadro, sul quale delle opere di restauro hanno rivelato la presenza di un volto diverso dipinto sotto a quello visibile sulla tela, nascosto. 

Il messaggio celato nel dipinto si ripete nella realtà: è possibile conoscere appieno qualcosa?Con il passare del tempo le verità vengono rivelate, potrebbero celarsi sotto la superficie, sepolte, dimenticate, ma il tempo troverà il modo di farle riaffiorare. 

Dunque, uno spettrofotometro, proprio come il Tempo, talvolta può assumere un potere enorme: portare alla luce la verità.

mercoledì 28 ottobre 2020

STEP #11-Case produttrici

Due tra le case produttrici di spettrofotometri più famose al mondo sono Mettler Toledo e Hitachi. La prima è una multinazionale che produce strumenti tecnologici per laboratori scientifici oltre a sistemi di misurazione nel campo della chimica analitica. Ha un fatturato di quasi 3 miliardi di dollari americani e la sede principale si trova in Ohio, Stati Uniti. Hitachi è invece una società giapponese, con sede a Tokyo, attiva in molteplici settori, tra cui elettronica ed elettrotecnica. Con quasi 87 miliardi di dollari di fatturato, la società ha una figura predominante sul mercato mondiale e, insieme a General Electric Power, è attiva anche nel campo dei reattori nucleari

STEP #10-Gli articoli

Applicazioni della spettroscopia infrarossa portatile nella diagnostica e monitoraggio dei Beni Culturali: vantaggi e limitiAldrovandi, Alfredo, et al. “Applicazioni Della Spettroscopia Infrarossa Portatile Nella Diagnostica e Monitoraggio Dei Beni Culturali: Vantaggi e Limiti.” OPD Restauro, no. 24, 2012, pp. 57–70. JSTOR. Ultimo accesso 28 Ott. 2020.


Osservazioni durante il restauro di sei rilievi arnolfiani dall'antica facciata del duomo fiorentino: la "Madonna della Natività", il frammento dell'"Annuncio ai Pastori", due "Angeli" su frammento di arcata, due "Angeli reggicortina" - Castello, Isidoro, and Francesca Piccolino Boniforti. “Osservazioni Durante Il Restauro Di Sei Rilievi Arnolfiani Dall'antica Facciata Del Duomo Fiorentino: La ‘Madonna Della Natività’, Il Frammento Dell'‘Annuncio Ai Pastori’, Due ‘Angeli’ Su Frammento Di Arcata, Due ‘Angeli Reggicortina.’” OPD Restauro, no. 24, 2012, pp. 229–240. JSTOR. Ultimo accesso 28 Ott. 2020.


Valutazione degli effetti indotti da differenti sorgenti luminose sui manufatti cartacei - Aldrovandi, Alfredo, et al. “Valutazione Degli Effetti Indotti Da Differenti Sorgenti Luminose Sui Manufatti Cartacei.” OPD Restauro, no. 19, 2007, pp. 173–188. JSTOR. Ultimo accesso 28 Ott. 2020.


Caratterizzazione dei prodotti di alterazione di superficie mediante spettrofotometria IR - Matteini, Mauro, et al. “Caratterizzazione Dei Prodotti Di Alterazione Di Superficie Mediante Spettrofotometria IR.” OPD Restauro, no. 3, 1991, pp. 36–39. JSTOR. Ultimo accesso 28 Ott. 2020.

martedì 27 ottobre 2020

STEP #09-L'inventore

Lo spettrofotometro venne brevettato l'8 gennaio del 1935 ad opera di A. C. Hardy, biologo inglese e professore all'università di Oxford. Curiosamente, l'ambito di impiego di Hardy non era la fisica, bensì egli era specialista in zooplancton ed ecosistemi marini. Venne inoltre insignito del Premio Templeton, per il suo impegno nel campo della ricerca sull'esperienza religiosa, a dimostrazione della versatilità del suo operato. 

Nonostante la data del deposito del brevetto possa far pensare ad uno strumento piuttosto recente, gli studi nell'ambito della spettrofotometria trovano le loro radici già intorno al 1676, con gli esperimenti sulla luce condotti da Newton. I primi prototipi digitali videro poi la luce nel 1967.


Da: http://www.meteoweb.eu/2015/01/accadde-oggi-80-anni-fa-linvenzione-spettrofotometro/374922/

venerdì 23 ottobre 2020

STEP #08-Materiali notevoli

Un elemento essenziale all'interno dello spettrofotometro è la cellula fotoelettrica (fotocellula), realizzata dai fisici Elster e Geitel nel 1910. Nella versione più semplice essa è costituita da un tubo a vuoto, detto fototubo, al cui interno si trovano anodo e catodo. Quest'ultimo, carico negativamente, quando è colpito dalla luce emette un fascio di elettroni che sono attirati dall'anodo. Si crea così una corrente all'interno della cellula. 

Spesso i due elettrodi sono collegati ad una batteria e la corrente permette per esempio di accendere una lampadina o mettere in moto dispositivi elettrici. Oggi l'uso dei fototubi è molto ridotto, si preferiscono fotocellule a semiconduttore, che sfruttano materiali come il silicio, con proprietà intermedie tra metalli e isolanti. 

Ulteriori approfondimenti.

giovedì 22 ottobre 2020

STEP #07 (II)-I greci e la luce

I Greci hanno messo le basi per una vera e propria “metafisica della Luce”, ovvero una speculazione sui principi costitutivi della Luce nei suoi molteplici aspetti: madre e dispensatrice di vita, fonte rischiarante dell’essere stesso e dell’universo.  La dinamica esistenziale dell’uomo greco è interamente orientata alla Luce e al rischiaramento da portare nel quotidiano: dai piccoli sforzi di ogni giorno, ai misteri che avvolgono la sfera del sacro. 

La stessa ontologia dell’essere umano, che rappresenta il culmine della riflessione greca sulla Luce, ci trascina nel fascino della straordinaria conclusione a cui si può pervenire: l’uomo è Luce, tutti noi siamo Luce, la nostra stessa vita è Luce e ogni nostro passo deve condurci a quel rischiaramento che dà senso e forma all’intera esistenza. 

È il mito che diventa realtà e la realtà che trascende in narrazione mitica.

STEP #07-Il mito

La spettrofotometria si occupa di luce visibile e, proprio la riflessione sulla Luce, gioca un ruolo primario nella cultura greca arcaica. Un aspetto affascinante è incarnato da Efesto, dio del fuoco, che grazie al suo lavoro nelle fucine dell’Etna rese la Luce un elemento quotidiano, familiare. Con Efesto la Luce si mostrava sia come positiva, che irradia la vita, sia come segno di paura, tale da incutere riverenza. È quella Luce che veniva celebrata e invocata in Apollo, dio del Sole. Già presso gli etruschi il dio Aplu (Apollo) era associato alla Luce e viene chiamato dagli stesi Greci “Febo”, ovvero splendente, raggiante, come a sottolineare la sua appartenenza al mondo della Luce legato ai raggi solari. 

(Per ulteriori approfondimenti cliccare qui)

STEP #28-Sintesi Finale

Mi piace pensare alla scrittura di questo blog come ad un viaggio [ STEP 25- Il viaggio secondo K.Kavafis ] , di certo non una metafora trop...